May 15, 2009

Il sogno di stanotte

Lo voglio raccontare.

Io e lei ci eravamo finalmente trasferiti a Lisbona, disposti a ricominciare da capo.

Ci eravamo anche inseriti: io lavoravo come commesso in un minimarket, ero alla cassa, lei in quel momento era a casa, ancora in cerca di lavoro.

Avevamo degli amici, per ora i miei simpatici e solidali compagni di lavoro, due ragazzi e una ragazza con un viso comunissimo e una simpatia straordinaria (di quella che puoi capire e conoscere con uno sguardo solo nei tuoi sogni).

Parlo un portoghese perfetto, non quello maccheronico di quando sono sveglio.

A un certo punto sento una caciara tremenda venire da fuori.

Dentro di me già intuisco.

Entra una piccola orda di turisti italiani, 4/5 ragazzi sulla trentina, griffati, esaltati, 2 ragazze e 2/3 ragazzi.

D’istinto decido di non rivelarmi, e a quanto pare mi camuffo perfettamente: loro parlano, starnazzano, fanno battute del cacchio sicuri di non essere compresi.

Io continuo a chiacchierare con i miei amici, con il mio impeccabile portoghese.

Poi mi guardano, e una di loro, con una stupida e infantile malizia fa una battutina sulla mia calvizie.

Io me la faccio scivolare, impassibile.

Al loro turno faccio il conto, batto lo scontrino e dico “…sono 12 euro e 90, ragazzi.”

Poi mi sono svegliato, con un mal di testa pazzesco.

A qualche psicanalista o a qualcuno dotato di buon senso lascio questa domanda: cosa vorrà mai dire?