November 29, 2011
June 25, 2011
May 7, 2011

LEGGETE E DIFFONDETE VI PREGO!!!

Vi inoltro l’e-mail ricevuta dalla carissima amica Francesca. Andare a votare è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO!!!
Nessuno lo pubblicizzerà, nessuno ne parlerà, perché certi individui vogliono farci credere che tutto va bene, che alla fine qui in Italia le cose si sono sistemate (con tanto di gesto della mano che gira e rigira, rivolta verso il basso). Vogliono fare leva sulla nostra stanchezza, forse sulla nostra pigrizia, in ogni caso sulla disperazione che ci prende d’assalto ogni giorno nei piccoli e grandi problemi quotidiani dei quali abbiamo rinunciato a cercare la causa e che consideriamo normali (alcuni lo sono, ALTRI NO, e possono essere eliminati alla radice con una semplice presa di coscienza seguita dall’azione comune).

Vi prego, di una preghiera sincera, diffondete.

Riprendiamoci un po’ di dignità, non potrà che fare bene a noi, ai nostri figli e a questa Italia della quale diciamo tutti di essere delusi, ma che in realtà siamo noi stessi. Questo sì, sarebbe sano patriottismo: riprenderci la nostra dignità, i poteri che ci spettano, onorando i doveri che allo stesso tempo ci toccano. Di lì, l’ ‘immagine del paese’ (o meglio di tutti noi) e la qualità della vita ne guadagnerebbero automaticamente.

ANDIAMO A VOTARE, E VOTIAMO ‘Sì’!!!

Un abbraccio a tutti.

Giovanni

————— Messaggio inoltrato —————
Da: francesca […]
Date: 06 maggio 2011 21:46
Oggetto: E’ UN DOVERE INOLTRARE - Referendum 12-13 giugno
A: […]
- Nascondi testo citato -



Mi spiace intasare la posta di voi tutti con messaggi che (spero) vi saranno già arrivati per altre vie. Vi assicuro che le cose viste da un’altra prospettiva, in questo caso da Helsinki, sono ancora peggiori che viste dall’Italia. Per ora la prima cosa che posso fare è divulgare e inoltrare questo appello; la seconda cosa è andare a votare; la terza… ci penserò e dipenderà molto dal referendum!
Un caro saluto a tutti.
Francesca C.

Ciao a tutti,

confermo la necessità di questo passaparola, aggiungendo che si tratta di informazione per ri-affermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.

Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche. ‘E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.

Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.

Il referendum è evidentemente anche questo!

Mariachiara Alberton

RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM… perchè il Governo non farà passare gli spot ne’ in Rai ne’ a Mediaset. Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i cittadini italiani:

Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E’ necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone Il referendum non sarà pubblicizzato in TV. I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno. QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.

Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.*

Passaparola!

October 1, 2010
emmanuelnegro:

ze-violet:

nipresa:

Dispiace fare il moderato cagacazzi.E capisco il senso della cosa.Solo mi ricordo che l’ultima volta che abbiamo avuto scene così in Italia:
1. ci siamo detti tutti convintissimi che fossero tutti carabinieri mascherati (e buona parte lo erano);2. la cosa ha riscosso un successo tale che neanche un anno dopo il neonato movimento dei movimenti era ridotto a gente che si infavama a vicenda su Indymedia;3. via Tolemaide;4. corso Italia;5. scuola Diaz;6. Bolzaneto;7. colletta di Libero per Placanica. 
Però comunque no, non ho soluzioni alternative da proporre. 

Mi sfugge il senso. [E’ un po’ il bello degli elenchi, ma qui l’asciutto e affascinante ermetismo delle parole in fila diventa un ostacolo alla comprensione.]
Vuoi dire che abbiamo fatto male a scendere in strada e prenderne tante, o che ci hanno già fatto abbastanza il culo per niente quindi qui non succederà? In entrambi i casi no, no è meglio così.

Credo voglia dire (credo, se ho capito bene, magari no) che in Italia quando la protesta scende per le strade incazzata per davvero, ciò che fa le si ritorce contro sotto forma di ritorsioni, botte, ulteriore stretta poliziesca (ma si può stringere ancora di più? Lo sapete in quante città del nord ormai è proibito per legge comunale mangiare sulle panchine?). E’ una posizione legittima, tanto più perché esposta con estremo buon senso dubitativo e col riconoscimento finale del non avere proposte alternative.
Personalmente però continuo a pensare che sia un problema di misura: le ritorsioni arrivano perché in Italia non ci si incazza abbastanza, non si scende in strada abbastanza, non si tirano abbastanza molotov, non si spara ai fascisti di merda come si dovrebbe. Se a protestare sono in quattro gatti una volta ogni due anni è facile per i mass media governativi (ossia quasi tutti ormai) dipingerli come delinquenti, terroristi, komunisti kattivi ecc. ecc.; ma perlamadonna, se a tirare i sampietrini scendessero in strada non dico un milione, ma anche solo (sì, solo) duecentomila persone, unite, organizzate e fottutamente incazzate, beh, ecco, secondo me sarebbe un po’ più difficile spacciarli per quattro sbandati irrilevanti, sarebbe un po’ meno facile fare numeri da macelleria messicana. Sbirri in borghese? Provocatori infiltrati? Per compiere violenze di cui accusarci? Beh, ecco cosa vi dico: fate pure. Nonviolenza un par di cojoni. L’abbiamo sotto gli occhi il disastro a cui ci ha portati tutta ‘sta stronzata della sinistra nonviolenta: ci ha portati a non averla più, una porcodio di sinistra. Ci ha dato i Veltroni e i Prodi e le alleanze con personaggi che ai tempi di Lotta Continua avrebbero avuto bisogno della scorta per tenersi le gambe intere. Ci ha dato un corpo molle e indolente, letteralmente imbelle: che non sa più combattere, non sa più lottare. Ci ha dato un sacco di ipocriti in buona fede convinti che mettersi l’avatar verde su twitter per l’Iran e roba simile sia sufficiente per mettersi l’anima civica in pace e sentirsi “parte della lotta”. Ma lotta cosa diocane? La lotta dovete andarla a fare davanti ai cancelli delle fabbriche che licenziano i lavoratori, davanti ai consigli comunali che votano infamie che non hanno altro nome se non ‘leggi razziali’, davanti ai ministeri, ai provveditorati, alle università e scuole depauperate, davanti alle fottute questure, che cazzo! Se non siete disposti a rischiare sulla vostra pelle, se non siete disposti a metterci il vostro, di culo, a rischio, se non siete preparati a prendere manganellate o a venire licenziati o comunque a METTERCI E POTENZIALMENTE RIMETTERCI DEL VOSTRO, allora potete smetterla di fare i pagliacci con le sciarpette arancione per i tibetani e verdi per gli iraniani e viola per il sarcazzo. Quella roba lì non è “fare nel mio piccolo la mia parte fin dove posso”, cazzo. quella roba lì è troppo facile. E infatti, lo volete sapere un segreto? NON SERVE A UN CAZZO. Bandiere della pace ovunque e mai nel mondo abbiamo ammazzato tanta gente in guerra (chiamatele pure missioni di quelchevipare, ma se ci sono dei militari armati che sparano alla gente beh, a casa mia si chiama guerra) nel mondo dai tempi della guerra mondiale (noi italiani) e dal Vietnam (gli alleati ammerigani). La vostra bandiera non vuol dire un cazzo, non serve a un cazzo, non ha salvato la vita di un cazzo di nessun povero cristo. Serve solo a farvi sentire meglio con voi stessi. Ad autoilludervi che state facendo qualcosa per salvare un paese, un mondo che va a puttane tutto intorno, mentre sapete benissimo che non state vigliaccamente facendo un cazzo.
Se non siete pronti a sputare il sangue, il vostro, e non solo metaforicamente se è il caso, allora non fate nemmeno finta. Andate a fare in culo, di voi tiepidi bempensanti non sappiamo che farcene.
[Chiarimento finale: ero partito pensando di scrivere due righe e invece ho sbroccato. Si vede che ce l’avevo in circolo da un po’. Che sia chiaro in ogni caso che non sto assolutamente rivolgendo la mia filippica né a Nipresa né a nessun altro dei presenti in particolare. E’ rivolta però a tutto un tipo di italiani, soprattutto giovani, che così si comportano. Una mezza generazione buona, o forse due mezze generazioni buone, di larve inbecilli. Spesso in buona fede, l’ho detto, ma comunque larve. Ai quali dico - se mai capiterà loro di leggere e, parte difficile, di riconoscersi in queste mie righe - un’ultima cosa: se davvero nella vita non avete un ideale per cui vi valga la pena lottare per davvero, non su facebook ma di fronte alla Celere, beh, io ho sinceramente pena di voi.]

emmanuelnegro:

ze-violet:

nipresa:

Dispiace fare il moderato cagacazzi.
E capisco il senso della cosa.
Solo mi ricordo che l’ultima volta che abbiamo avuto scene così in Italia:

1. ci siamo detti tutti convintissimi che fossero tutti carabinieri mascherati (e buona parte lo erano);
2. la cosa ha riscosso un successo tale che neanche un anno dopo il neonato movimento dei movimenti era ridotto a gente che si infavama a vicenda su Indymedia;
3. via Tolemaide;
4. corso Italia;
5. scuola Diaz;
6. Bolzaneto;
7. colletta di Libero per Placanica. 

Però comunque no, non ho soluzioni alternative da proporre. 

Mi sfugge il senso. [E’ un po’ il bello degli elenchi, ma qui l’asciutto e affascinante ermetismo delle parole in fila diventa un ostacolo alla comprensione.]

Vuoi dire che abbiamo fatto male a scendere in strada e prenderne tante, o che ci hanno già fatto abbastanza il culo per niente quindi qui non succederà? In entrambi i casi no, no è meglio così.

Credo voglia dire (credo, se ho capito bene, magari no) che in Italia quando la protesta scende per le strade incazzata per davvero, ciò che fa le si ritorce contro sotto forma di ritorsioni, botte, ulteriore stretta poliziesca (ma si può stringere ancora di più? Lo sapete in quante città del nord ormai è proibito per legge comunale mangiare sulle panchine?). E’ una posizione legittima, tanto più perché esposta con estremo buon senso dubitativo e col riconoscimento finale del non avere proposte alternative.

Personalmente però continuo a pensare che sia un problema di misura: le ritorsioni arrivano perché in Italia non ci si incazza abbastanza, non si scende in strada abbastanza, non si tirano abbastanza molotov, non si spara ai fascisti di merda come si dovrebbe. Se a protestare sono in quattro gatti una volta ogni due anni è facile per i mass media governativi (ossia quasi tutti ormai) dipingerli come delinquenti, terroristi, komunisti kattivi ecc. ecc.; ma perlamadonna, se a tirare i sampietrini scendessero in strada non dico un milione, ma anche solo (sì, solo) duecentomila persone, unite, organizzate e fottutamente incazzate, beh, ecco, secondo me sarebbe un po’ più difficile spacciarli per quattro sbandati irrilevanti, sarebbe un po’ meno facile fare numeri da macelleria messicana. Sbirri in borghese? Provocatori infiltrati? Per compiere violenze di cui accusarci? Beh, ecco cosa vi dico: fate pure. Nonviolenza un par di cojoni. L’abbiamo sotto gli occhi il disastro a cui ci ha portati tutta ‘sta stronzata della sinistra nonviolenta: ci ha portati a non averla più, una porcodio di sinistra. Ci ha dato i Veltroni e i Prodi e le alleanze con personaggi che ai tempi di Lotta Continua avrebbero avuto bisogno della scorta per tenersi le gambe intere. Ci ha dato un corpo molle e indolente, letteralmente imbelle: che non sa più combattere, non sa più lottare. Ci ha dato un sacco di ipocriti in buona fede convinti che mettersi l’avatar verde su twitter per l’Iran e roba simile sia sufficiente per mettersi l’anima civica in pace e sentirsi “parte della lotta”. Ma lotta cosa diocane? La lotta dovete andarla a fare davanti ai cancelli delle fabbriche che licenziano i lavoratori, davanti ai consigli comunali che votano infamie che non hanno altro nome se non ‘leggi razziali’, davanti ai ministeri, ai provveditorati, alle università e scuole depauperate, davanti alle fottute questure, che cazzo! Se non siete disposti a rischiare sulla vostra pelle, se non siete disposti a metterci il vostro, di culo, a rischio, se non siete preparati a prendere manganellate o a venire licenziati o comunque a METTERCI E POTENZIALMENTE RIMETTERCI DEL VOSTRO, allora potete smetterla di fare i pagliacci con le sciarpette arancione per i tibetani e verdi per gli iraniani e viola per il sarcazzo. Quella roba lì non è “fare nel mio piccolo la mia parte fin dove posso”, cazzo. quella roba lì è troppo facile. E infatti, lo volete sapere un segreto? NON SERVE A UN CAZZO. Bandiere della pace ovunque e mai nel mondo abbiamo ammazzato tanta gente in guerra (chiamatele pure missioni di quelchevipare, ma se ci sono dei militari armati che sparano alla gente beh, a casa mia si chiama guerra) nel mondo dai tempi della guerra mondiale (noi italiani) e dal Vietnam (gli alleati ammerigani). La vostra bandiera non vuol dire un cazzo, non serve a un cazzo, non ha salvato la vita di un cazzo di nessun povero cristo. Serve solo a farvi sentire meglio con voi stessi. Ad autoilludervi che state facendo qualcosa per salvare un paese, un mondo che va a puttane tutto intorno, mentre sapete benissimo che non state vigliaccamente facendo un cazzo.

Se non siete pronti a sputare il sangue, il vostro, e non solo metaforicamente se è il caso, allora non fate nemmeno finta. Andate a fare in culo, di voi tiepidi bempensanti non sappiamo che farcene.

[Chiarimento finale: ero partito pensando di scrivere due righe e invece ho sbroccato. Si vede che ce l’avevo in circolo da un po’. Che sia chiaro in ogni caso che non sto assolutamente rivolgendo la mia filippica né a Nipresa né a nessun altro dei presenti in particolare. E’ rivolta però a tutto un tipo di italiani, soprattutto giovani, che così si comportano. Una mezza generazione buona, o forse due mezze generazioni buone, di larve inbecilli. Spesso in buona fede, l’ho detto, ma comunque larve. Ai quali dico - se mai capiterà loro di leggere e, parte difficile, di riconoscersi in queste mie righe - un’ultima cosa: se davvero nella vita non avete un ideale per cui vi valga la pena lottare per davvero, non su facebook ma di fronte alla Celere, beh, io ho sinceramente pena di voi.]

July 22, 2010
July 19, 2010
July 15, 2010
July 8, 2010
emmanuelnegro:

dottorcarlo:

titolo di prima  pagina del Giornale di oggi
(via)
(Vergogna gigante e odio profondo)

Ha ragione la Corea del Nord.

…ppppppPPPFFFFFFFHUAHUAHUAHAUAHUAUAHUAHUAAHAHAHA….
…nnng……nnnnnNNNNGGGHHHIHUIHUAHUAHUAHUAHAUAHUAAAAaaaa…
….

emmanuelnegro:

dottorcarlo:

titolo di prima pagina del Giornale di oggi

(via)

(Vergogna gigante e odio profondo)

Ha ragione la Corea del Nord.

…ppppppPPPFFFFFFFHUAHUAHUAHAUAHUAUAHUAHUAAHAHAHA….

…nnng……nnnnnNNNNGGGHHHIHUIHUAHUAHUAHUAHAUAHUAAAAaaaa…

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February 3, 2010
February 1, 2010